Antenna 3, lavoratori ancora senza stipendio nella prospesttiva di una cessione in autunno
21/07/16 19:04 Filed in: Comunicati
“Stiamo operando per salvare Antenna 3 e per questo chiediamo ai lavoratori l’ultimo sforzo. Tener duro fino a settembre, pur sapendo che allo stato attuale non ci sono i soldi per pagare lo stipendio di luglio. Ora più che mai è fondamentale garantire la continuità aziendale con la produzione e la messa in onda dei tg, in caso contrario si va a svilire il valore dell’emittente televisiva a scapito non solo della tutela occupazionale ma anche dell’interesse di eventuali compratori”.
Questo in sintesi il pensiero espresso dal commercialista Mario Conte, consulente della proprietà nell’ambito della procedura concordataria richiesta a inizio giugno al Tribunale di Treviso, nell’ambito dell’assemblea dei giornalisti, convocata questa mattina da Cdr e Sindacato Giornalisti Veneto, nella sede di San Biagio di Callalta.
Conte, accompagnato da Andrea Zappia di Unindustria Treviso, cui Antenna 3 è associata, ha scandito le tappe del percorso intrapreso allo scopo di assicurare un futuro alla storica tv della Marca: entro la prima settimana di agosto il deposito delle perizie di stima, affidate ad esperti del settore, per Lcn e frequenze con conseguente pubblicazione del bando, per le attrezzature e per il marchio e avviamento; entro la prima settimana di settembre l’apertura delle buste con le offerte pervenute. Finora sarebbero almeno tre i soggetti che hanno manifestato interesse al riguardo ma non vi è ancora alcuna formalizzazione ufficiale.
Oltre al prezzo, ha affermato Conte, elemento premiante sarà il maggior numero di dipendenti assunti: criterio che Cdr e SGV hanno caldeggiato fin da subito con la sola preoccupazione di contenere le ricadute, che purtroppo con molta probabilità ci saranno, sul fronte occupazionale.
Conte ha risposto con franchezza e trasparenza a tutte le domande che gli sono state poste.
I giornalisti, messi di fronte all’ennesima doccia fredda che la mensilità di luglio non verrà versata o nella migliore delle ipotesi solo in parte - nonostante lo stesso Thomas Panto un paio di giorni fa abbia inviato una mail a tutti i dipendenti in cui asseriva esattamente il contrario! – hanno deciso di proseguire sulla strada della responsabilità intrapresa finora, affrontando ancora una volta la prospettiva di lavorare senza stipendio, considerando che sono già sei quelli arretrati.
A chi ha chiesto se, giunti a questo punto, non sarebbe meglio il fallimento, Conte è stato chiaro: “Solo se c’è continuità allora si preserva il valore dell’impresa”.
Intanto con la Regione, dopo l’incontro di Cdr e SGV con il Presidente, Luca Zaia, e con l’Assessore, Elena Donazzan, si sta valutando la possibilità di accedere a strumenti di integrazione al reddito per i lavoratori.